Chiavenna Cittaslow
Sono cittaslow le città nelle quali, come risulta dalla Carta Costitutiva:
- si attua una politica ambientale tendente a mantenere e sviluppare le caratteristiche del territorio e del tessuto urbano, valorizzando in primo luogo le tecniche del recupero e del riuso;
- si attua una politica delle infrastrutture che sia funzionale alla valorizzazione del territorio e non alla sua occupazione;
- si promuove un uso delle tecnologie orientato a migliorare la qualità dell'ambiente e del tessuto urbano;
- si incentivano la produzione e l'uso di prodotti alimentari ottenuti con tecniche naturali e compatibili con l'ambiente, con l'esclusione dei prodotti transgenici, provvedendo, ove sia necessario, alla istituzione di presidi per la salvaguardia e lo sviluppo delle produzioni tipiche in difficoltà;
- si salvaguardano le produzioni autoctone che hanno radici nella cultura e nelle tradizioni e che contribuiscano alla tipizzazione del territorio, mantenendone i luoghi e i modi, promovendo, occasioni e spazi privilegiati per il contatto diretto tra consumatori e produttori di qualità;
- si promuove la cultura della ospitalità come momento di reale collegamento con la comunità e con le sue specificità, rimovendo gli ostacoli fisici e culturali che possono pregiudicare l'utilizzazione piena e diffusa delle risorse della città;
- si promuove fra tutti i cittadini, e non solo tra gli operatori, la consapevolezza di vivere in una Città Slow, con una particolare attenzione al mondo dei giovani e della scuola, attraverso l'introduzione sistematica della educazione al gusto.
La città di Chiavenna ha ottenuto recentemente la certificazione di cittaslow possedendo i requisiti di eccellenza previsti nelle seguenti categorie:
- Politica Ambientale
- Politica Infrastrutturale
- Tecnologie per Qualità Urbana
- Valorizzazione delle produzioni autoctone
- Ospitalità
- Consapevolezza
Fra le iniziative intraprese per l'ottenimento della certificazione si distinguono le seguenti:
Il Presidio del violino di capra nato grazie a un lungo e appassionante confronto che ha coinvolto, con ruoli e competenze specifiche, le istituzioni (Comune di Chiavenna), i privati (macellai-artigiani), la principale associazione degli allevatori di capre (Associazione Provinciale Allevatori di Sondrio) e Slow Food. Un vero e proprio lavoro di squadra, coordinato dal Comune di Chiavenna, che ha sostenuto in modo concreto e propositivo l'evolversi dell'intero progetto.
L'approvazione da parte del Consiglio Comunale del Regolamento per l'applicazione di agevolazioni economiche volte ad incentivare gli interventi di recupero delle facciate di fabbricati nel centro storico, preso a modello anche da altre città del circuito.