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Palazzo Pestalozzi-Luna![]() La famiglia Pestalozzi arrivò a Chiavenna nel 1292 da Gravedona sulla riva occidentale del lago di Como e qui si sviluppò, legata soprattutto al commercio. I palazzi principali della famiglia, cinque e seicenteschi, sono nel centro storico di Chiavenna quello presso la rocca del Castello in via Quadrio, detto Pestalozzi-Quadrio perché nell'anno 1800 vi nacque il patriota mazziniano Maurizio Quadrio, quello detto Pestalozzi-Castelvetro perché nel 1571 vi morì il letterato modenese Ludovico Castelvetro, quelli di Paolo e di Daniele in via Dolzino, entrambi datati 1617, quelli di Antonio del 1517 in via Pedretti e del 1589 in via Lena-Perpenti; infine in piazza Pestalozzi quelli di Paolo del 1577 e il Pestalozzi-Luna. Quest'ultimo, di proprietà comunale, fu edificato, come le case che si affacciano sulla sponda sinistra del fiume, sulle mura quattrocentesche di cinta del borgo, divenute inutili pochi decenni dopo la loro costruzione, quando se ne impadronirono quei Grigioni a difesa dei quali erano state costruite. La semplice facciata è impreziosita da elaborati contorni alle finestre in pietra ollàre, mentre, entrando dal portone principale, sopra due portalini fronteggianti sono gli stemmi dei coniugi Giovan Antonio Pestalozzi a sinistra e di Claudia Salis Soglio, appartenente alla più influente famiglia grigione. Al primo piano si accede sulla destra destra alla "stüa", il locale interamente foderato in legno intagliato e, nel soffitto, intarsiato, risalente alla fine del ‘500. Adiacenti sono gli ambienti affrescati e con pavimenti originari in legno naturale, dal 1983 sede del Centro di studi storici valchiavennaschi. Sullo stesso piano è il salone di rappresentanza con decorazioni pittoriche abbondantemente restaurate, raffiguranti lo stemma dei Pestalozzi, affiancato dalle ali imperiali, in seguito a un privilegio concesso dall'imperatore Mattia d'Asburgo a Paolo Pestalozzi nel 1615. Alle pareti sono appesi ritratti a olio di personaggi della famiglia, eseguiti nel ‘500 (come quello di Baiamonte che, secondo l'iscrizione, fu in America con Colombo e morì a Goa in India nel 1515) e nei secoli successivi. Un grande albero genealogico della famiglia, solo per la parte maschile, è esposto sulla parete a destra dell'entrata. Da Chiavenna verso la metà del ‘500 Giovanni Antonio Pestalozzi si trasferì a Zurigo, dove nascerà nel ‘700 il famoso pedagogista Enrico Pestalozzi, a cui Chiavenna ha dedicato la scuola primaria del centro. Il palazzo di Chiavenna è stato ceduto nel 1982 al Comune da parte della signora Maria Carafòli, vedova di Adolfo Pestalozzi. Oggi nessun membro della famiglia risiede in città. I Pestalozzi sono sparsi in Italia, in molti paesi europei e in America. Presso la collegiata di San Lorenzo rimangono lapidi funebri sotto il porticato che anticamente recingeva il cimitero e nella chiesa la cappella gentilizia di Sant'Antonio di Padova con tele e affreschi di Giuseppe Nuvolone (1657). Testi di Guido Scaramellini, Centro di studi storici valchiavennaschi Per informazioni: |